la passione mi divise fortemente
la passione mi ricondusse saggiamente
io saggiamente mi ricondussi
alla passione saggistica, principiante
nell’oscuro bosco d’un noioso
dovere, e la passione che bruciava
nel sedere a tavola coi grandi
senza passione o volendola dimenticare
io che bruciavo di passione
estinta la passione nel bruciare
io che bruciavo di dolore nel
vedere la passione così estinta.
Estinguere la passione bramosa!
Distinguere la passione dal
vero bramare la passione estinta
estinguere tutto quel che è
estinguere tutto ciò che rima
con è: estinguere me, la passione
la passione fortemente bruciante
che si estinse da sé:
Estinguere la passione del sé!
estinguere il verso che rima
da sé: estinguere perfino me
estinguere tutte le rime in
“e”: forse vinse la passione
estinguendo la rima in “e”. Amalia Rosselli (via cadavrexquise)
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Pedro Salinas
XXXIX
Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sanno offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole, abbracci
mi diranno che sei esistita
che mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Perché non debba mai scoprire
con domande o carezze
l’immensa solitudine
d’essere solo ad amarti.
Pedro Salinas (La voce a te dovuta)
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti, di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini via conteesenzate.blogspot.com
Amelia Rosselli
“Stesa a terra pugnalavo il mio miglior amico. Ma gli affari
restavano quelli che erano. Risollevavo il miglior amico
ed egli mi piantava una grana che non finiva più, luce
negli orecchi che non si scandalizzavano. Finiva la gran
gloria in una bottiglia di cognac. In una bottiglia di
cognac finiva la parabola del pescecane che non ammetteva
disordine. L’ascesi era finita ma il gran dio non si sobbarcava
facilmente a grandi fatiche inutilmente. Gli alberi tornando
a casa erano delicatissimi. Io ero delicatissima tornando
a casa! io giacevo supina come una mosca imbrattata di
miele. Lui era il mio re debolissimo io la sua regina imbrattata
di sangue. Tu sei il mio re debolissimo imbrattato di porpora!
Chiudiamo un occhio su delle camorre dei pittori. Chiudiamo
le palpebre su delle camiciette delle signore. Chiudiamo
bottega e spariamo. Spariremo nella bruma con la revolverata
discesa a terra.”
(da “Variazioni 1960-61”)
