Miss Collier trovava che Marilyn fosse una “bellissima bambina”.
Forse così dovrebbero esser ricordate . Forse è così dovrebbero esser guardate tutte, assolutamente tutte. Tutte le Margherite e le violette, ma anche tutte le Marilyn e le Marie, con le ossa spolpate dall’anima e dal talento. Tutte, una per una. Ogni Marlene e Romy e Greta e Marianne, ogni Virginia e Sylvia, ma anche ogni Svetlana e Iris e Fatima e Samantha… Ogni incauta aspirante velina, ogni professoressa inacidita e madre rompicoglioni e sorella depressa e figlia inquieta e fidanzata in crisi e amica fragile e collega stronza. Perchè ogni donna è, o almeno per un istante è stata, precisamente questo: una bellissima bambina.
Forse così dovrebbero esser ricordate . Forse è così dovrebbero esser guardate tutte, assolutamente tutte. Tutte le Margherite e le violette, ma anche tutte le Marilyn e le Marie, con le ossa spolpate dall’anima e dal talento. Tutte, una per una. Ogni Marlene e Romy e Greta e Marianne, ogni Virginia e Sylvia, ma anche ogni Svetlana e Iris e Fatima e Samantha… Ogni incauta aspirante velina, ogni professoressa inacidita e madre rompicoglioni e sorella depressa e figlia inquieta e fidanzata in crisi e amica fragile e collega stronza. Perchè ogni donna è, o almeno per un istante è stata, precisamente questo: una bellissima bambina.
Lella Costa, Amleto, Alice, e la Traviata, ed. Feltrinelli, p.68
(via Amabilmente)
