Luglio 2010
“Enormi nuvole nere si muovono dietro gli alberi, si alzano così all’improvviso che mi viene da ridere, sembrano marionette e tutto mi rotea intorno, sento il lungo fragore di un tuono. Di colpo mi rendo conto di essere lì, magra e rigida in piedi sul Prato dove tutto è stato appiattito dal vento, e perciò mi sdraio sperando di non essere vista dal temporale in arrivo e sono distesa sulla schiena a guardare il cielo quando comincia a piovere. In una frazione di secondo sono inzuppata e sento Henry vicino a me, provo un incredibile bisogno che lui ci sia e appoggi le sue mani su di me anche se sembra fatto di pioggia e io sono sola col mio desiderio.”
—La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger (via claire78)
“Si può essere così poco consapevoli di ciò che ci guida? Oppure è da ingenui credere di sapere dove si va e, quando si pensa di uscire per andare a comprare il giornale, si va sempre alla ricerca seppure in modo oscuro, di qualcosa di inaccessibile che ci ossessiona? Androgini spezzati dalla collera degli dèi gelosi, galoppiamo dietro alla nostra metà perduta, tentiamo di ricostituire l’unità originaria: dov’è il mio altro me? che ne è stato dell’interezza di cui mi ricordo e in quale vita l’ho conosciuta?”
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“tutto è fatto apposta per piacere: ma non bisogna credere che sia stato il caso a determinare la scelta.”
—Orlanda, J. Harpman, ed. Voland, p.113