“… quando un libro cadeva per terra lo baciava, finito un libro cercava di regalarlo a qualcuno che lo potesse amare e se non trovava nessuno lo seppelliva […]”
—molto vicino, incredibilmente forte - Jonathan Safran Foer (via claire78)
Giugno 2010
“Lui indicò: a volte uno ha voglia di sparire e basta.
Io indicai: non c’è niente di male a non capire se stessi.” —molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer (via claire78)
Io indicai: non c’è niente di male a non capire se stessi.” —molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer (via claire78)
“Ogni giorno andiamo in giro in mezzo alla ressa, corriamo di qua e di là, arriviamo quasi a toccarci ma in realtà c’è pochissimo contatto. tutti questi scontri mancanti. Tutte queste possibilità perse. E’ inquietante, a pensarci bene. Forse è meglio non pensarci affatto.”
—I terribili segreti di Maxwell Sim - Jonathan Coe (via claire78)
“Sento già la tua mancanza, (…). Mi mancavi già quando ero con te. E’ sempre stato questo il mio problema. Mi manca quello che ho già, e mi circondo di cose mancanti.Molto forte, incredibilmente vicino Jonathan Safran Foer”
—molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer (via claire78) (via cinemanu) (via darkpassenger)
“La responsabilità di avere gli occhi quando gli altri li hanno perduti”
—josè saramago, cecità (via placesthatpull) (via internetflaneur)
“Sembra che siamo in guerra, chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre, l’amore verrà quando non ci saranno più barriere, l’amore è la fine dell’assedio.”
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José Saramago
Storia dell’assedio di Lisbona
(via trustinart) (via rosesandcherubim, trustinart)
(via progvolution)
“Mi ami?, e lei se ne sta zitta, guardandolo soltanto, impassibile e distante, rifiutando di pronunciare quel no che lo distruggerà, o quel sì che li distruggerebbe, concludiamone dunque che il mondo sarebbe assai migliore se ciascuno si accontentasse di quello che dice, senza aspettarsi che gli rispondano, e soprattutto senza chiederlo né desiderarlo.”
—José Saramago - Storia dell’assedio di Lisbona (via vieniavivere) (via elebri)
“la morte tornò a letto, si abbracciò all’uomo e, senza capire quel che le stava succedendo, lei, che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. il giorno seguente non morì nessuno.”
—
come molti libri di josé saramago, anche le intermittenze della morte è dedicato a pilar, la mia casa. penso che questa sia la dedica più bella che si possa avere dal proprio uomo. penso che essere la casa di qualcuno sia la cosa più perfetta che possa esistere. josé saramago era un uomo immenso, del quale mi mancheranno moltissimo le parole pubbliche.
mentedistorta:maretta:liquidaseta:11ruesimoncrubellier
(via hollywoodparty)
“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.”
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R.I.P. José Saramago [16.11.1922 - 18.06.2010]
from Viaggio in Portogallo
(via apocalypticapproaches)
(via claire78)
“Adesso, come sempre, il nostro dovere è di prenderci cura dei vivi.”
—il Quaderno di Saramago (via insalatadiparole)
“penso che nella società attuale ci manchi la filosofia. filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo determinato, come la scienza che invece procede per soddisfare i suoi obiettivi. ci manca la riflessione, pensare, necessitiamo del lavoro di pensare e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte.”
—questo è il testo dell’ultimo post del blog di saramago. c’è una coincidenza assurda con quello che mi disse mario luzi, poco prima di morire. disse che questo non era un tempo per la poesia, che la nostra era una cultura che non teneva conto della poesia, che deliberatamente la ignorava. che tempo è mai quello che non conosce poesia e filosofia? (via 11ruesimoncrubellier) (via prezzemolo)
“Oggi non era un giorno di parole con mire di poesie e di discorsi, né c’è strada che fosse la nostra.
A definirci bastava solo un atto, e visto che a parole non mi salvo, parla per me, silenzio, ch’io non posso.” —José Saramago (via untemporale) (via hneeta)
A definirci bastava solo un atto, e visto che a parole non mi salvo, parla per me, silenzio, ch’io non posso.” —José Saramago (via untemporale) (via hneeta)