Gennaio 2008
Anna Frank (1929-45), mentre si nascondeva dai nazisti, scrisse nel suo diario: «Ricchezza, prestigio, tutto può andare perduto. Ma la felicità nel vostro cuore può solo essere offuscata; rimarrà sempre lì, per tutta la vita, per renderti felice nuovamente».
![]()
Ma che…?
E un bollitore per il tè? Con il beccuccio che, all’uscita del vapore, si apre e si chiude come una bocca e sibila belle melodie, o recita Shakespeare, o semplicemente si scompiscia dal ridere con me? Potrei inventare un bollitore che legge con la voce di papà, così riuscirei ad addormentarmi, o magari un intero servizio di bollitori che cantano il ritornello di Yellow Submarine, una canzone dei Beatles, che mi piacciono perché l’entomologia è una delle mie raisons d’être, un’espressione francese che conosco. Sarebbe bello anche allenare il mio ano a parlare mentre tiro le scoregge. A voler essere proprio spiritoso al massimo, potrei insegnargli a dire: «Non sono stato io!» ogni volta che ne sgancio una di quelle incredibilmente toste. E se mai ne sganciassi una di quelle incredibilmente toste nella Sala degli specchi di Versailles, che è vicino a Parigi, che è in Francia, naturalmente il mio ano direbbe: «Ce n’étais pas moi!»
E dei piccoli microfoni? Tipo che tutti ne inghiottiamo uno, e loro diffondono i suoni del nostro cuore grazie a piccoli altoparlanti che potremmo tenere nella tasca della salopette? Di sera, andando in strada con lo skateboard, potremmo sentire i battiti di tutti gli altri, e gli altri potrebbero sentire il nostro, come una specie di sonar. La domanda assurda che mi faccio è se i cuori di tutti comincerebbero a battere contemporaneamente, come alle donne che vivono insieme vengono contemporaneamente le mestruazioni, che sono una cosa che conosco, anche se non ci tengo molto a conoscerle. Sarebbe davvero assurdo, a parte che il posto dell’ospedale dove nascono i bambini farebbe tin-tin come un lampadario di cristallo in una casa galleggiante, perché i bambini non avrebbero ancora avuto il tempo di sincronizzare i battiti. E al traguardo della Maratona di New York sembrerebbe di stare in una guerra.
E poi: tante volte succede che uno ha bisogno di scappare via subito, ma gli uomini non hanno le ali, o comunque non ancora. Quindi: inventare una camicia di becchime?
Insomma.
Tre mesi e mezzo fa ho preso la mia prima lezione di jujitsu. La difesa personale era una cosa che mi incuriosiva al massimo per ovvie ragioni, e la mamma pensava che mi avrebbe fatto bene un’altra attività fìsica oltre a suonare il tamburello, perciò tre mesi e mezzo fa ho preso la prima lezione di jujitsu. Al corso eravamo in quattordici, e avevamo tutti dei pigiami bianchi ultrapuliti. Ci siamo esercitati a far l’inchino, poi ci siamo seduti come gli indiani, e dopo il Sensei Mark mi ha detto di avvicinarmi e mi ha ordinato: «Tirami un calcio nelle pallottole ». Qui mi sono sentito in imbarazzo e gli ho chiesto: « Excusez-moi? » Lui ha allargato le gambe e mi ha risposto: «Voglio che mi dai un calcio nelle pallottole, più forte che puoi ». Si è messo le mani sui fianchi, ha tirato il fiato e ha chiuso gli occhi, così ho capito che parlava sul serio. «Acci» gli ho detto, e dentro di me pensavo: Ma che…? Lui ha insistito: « Su, avanti. Distruggimi le palle». «Devo distruggerti le palle?» Sempre a occhi chiusi, lui si è scompisciato e mi ha detto: «Anche se provi a distruggermi le palle, non ci riuscirai. E quello che si impara qui dentro. Una dimostrazione della capacità che ha un corpo ben allenato di assorbire un colpo diretto. Ora, distruggimi le palle». Gli ho risposto: «Io sono pacifista» e dato che la maggioranza dei bambini della mia età non sa cosa vuoi dire, mi sono voltato e ho spiegato agli altri: «Io credo che non sia giusto distruggere le palle alla gente. Mai». Il Sensei Mark ha detto: «Posso chiederti una cosa? » Io mi sono girato e gli ho risposto: « ‘Posso chiederti una cosa?’ è già chiedermi una cosa». Mi ha chiesto: « Tu sogni di diventare un maestro di jujitsu? » « No » gli ho risposto, anche se non sogno più neanche di prendere in mano la gioielleria di famiglia. Lui mi ha chiesto: « Vuoi sapere come fa un allievo di jujitsu a diventare maestro? » « Voglio sapere tutto » gli ho risposto, anche se non è più vero neanche questo. Allora mi ha spiegato: «Un allievo di jujitsu diventa maestro distruggendo le palle al suo maestro ». Gli ho risposto: « Affascinante ». Tre mesi e mezzo fa ho preso la mia ultima lezione di jujitsu.
Come vorrei avere qui con me il mio tamburello, perché anche ora che la storia è finita continuo a sentirmi le scarpe pesanti, e qualche volta una bella tamburellata fa bene. La canzone più strepitosa che so suonare con il tamburello è Il volo del calabrone di Nikolaj Rimskij-Korsakov, che è anche la suoneria che ho scaricato per il telefonino che ho comprato quando è morto papà.
Foer Jonathan S., Molto forte, incredibilmente vicino 2007, 13-15 p.,Guanda (collana Le Fenici tascabili)
Se il bambino vive nella critica,
impara a condannare.
Se vive nell’ostilità,
impara ad aggredire.
Se vive nell’ironia,
impara la timidezza.
Se vive nella vergogna,
impara a sentirsi colpevole.
Se ve nella tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se vive nell’ incoraggiamento,
impara la fiducia.
Se vive nella lealtà,
impara la giustizia.
Se vive nella disponibilità,
impara ad avere fede.
Se vive nell’approvazione,
impara ad accettarsi.
Se vive nell’accettazione e nell’amicizia
impara a trovare l’amore nel mondo.
Doretj Law Nolte
Senza alcun annuncio ufficiale sul blog, nè anticipazione da parte degli sviluppatori,Tumblr si aggiorna.
E quelli che a prima vista sembrano piccoli ritocchi sono aggiornamenti interessanti.Dall’esterno
La prima cosa che salta all’occhio per chi naviga un Tumblr ed è loggato è la presenza in alto a destra del pulsante -Unfollow accanto al pulsante Dashboard, quello per accedere al pannello di controllo.
In precedenza compariva solo il pulsante -Follow e la rimozione andava fatta scorrendo l’elenco dei friends.Nuove features
La dimensione massima per i file audio raddoppia passando da 5 a 10 Mb. Il limite giornaliero di 1 solo upload rimane.Sono disponibili una serie di nuove variabili, che aggiunte a quelle già presenti, consentono di personalizzare il proprio Tumblr con nuovi elementi (penso che qualcuno si sia già messo al lavoro per spremerle al meglio).
Personalizzazione
L’area Customize esce dalla voce Account del menu principale per spostarsi come icona accanto al numero dei Following.Cliccando si entra in un rinnovato pannello di controllo nel quale si presenta qualche piccola novità:
- la possibilità di inserire la propria foto/ritratto, che poi diventa la favicon del tumblelog;
- un editor html finalmente adatto alle modifiche (il precedente obbligava ad un macchinoso copia/incolla per ogni piccola variazione);
- un nuovo schema colori.
Purtroppo si perde l’opzione per decidere il numero totale dei post da visualizzare sul proprio tumblelog.
Il Re-blog
La formattazione del Re-blog, la pratica di postare un contenuto trovato su un altro tumblr, è modificata completamente.
Il link originario, che prima era affiancato dai vari tumblogger che hanno utilizzato il Re-blog è ora valorizzato in alto e i vari commenti sono aggiunti come citazione di ogni rispettivo tumblogger: una scelta, a mio avviso, condivisibile che cerca di mettere ordine al Reblog.Scelta che ritorna ed appare ancora più evidente dalla Dashboard:
Fuori i Canali dentro i Gruppi
Cambia il nome, ma anche la sostanza. In precedenza i canali erano degli spazi che permettevano ai soli tumblelogger di leggere e dialogare; aree chiuse all’esterno alle quali si doveva essere invitati (cosa che ha portato più volte a chiedermi l’effettiva utilità).Da oggi i Canali possono essere pubblici, rendendoli di fatto un tumblelog multi-autore, nei quali ad ogni post è affiancato l’account che lo ha pubblicato. Sparisce quindi l’obbligo di condividere user e pass per chi utilizza lo strumento in maniera collettiva.
Rimane comunque la possibilità di creare canali privati.
Purtroppo la modalità di invito è la stessa, obbligando la conoscenza e l’utilizzo di un indirizzo email, quando sarebbe bastato utilizzare la dashboard per invitare amici e conoscenti al gruppo attraverso l’user registrato su Tumblr.
Tra le tante novità (non è detto che non me ne sia sfiggita qualcuna) sono stati introdotti elementi e features importanti, che rendono lo strumento ancora più appetibile e fruibile.
Qualche giorno di prova e lascio qualche considerazione in merito all’update.
Da piccolo, quando vedevo un film horror o che mi toccava particolarmente utilizzavo il trucco del nano da giardino. Immaginavo sempre che dietro ad uno squarciamento di Profondo Rosso o durante il suicidio de l’Attimo Fuggente compariva (nella mia immaginazione, ovvio) un nano dal cappello rosso a punta (ne avevo uno sotto casa, non psicanalizzatemi).
Mi faceva ridere, mi teneva tranquillo, o semplicemente muoveva una scena troppo lenta.
Immaginavo alla figata di creare una galleria su flickr di tutte le immagini dei film celebri con l’aggiunta del nano da giardino che fa capolino dietro al protagonista. Un modo per esorcizzare le mie paure, e ridere dei miei metodi da Patronus a-la-Rowling.
Una galleria onlain di fotoritocchi di materiale protetto da copyright? Bell’idea dimmerda, eh. :-)